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La mobilità alternativa:
amore a prima vista
ROMEO RICCA
Nato il 16 aprile 1974, ingegnere in tecnica automobilistica, formatore e rivenditore Nissan presso il suo Garage a Cadenazzo. Si è diplomato alla Scuola Tecnica Superiore di Bienne e tra le molteplici esperienze che ha vissuto – chi è nato sotto il segno dell’ariete si sa, ama avere molti stimoli – ha lavorato al Politecnico di Losanna e non ha mai nascosto il suo amore per le automobili elettriche

Quando è scoccata la scintilla che ti ha fatto appassionare alla mobilità elettrica?
Era la fine degli anni novanta e iniziai ad avvicinarmi alle automobili alternative, nel 1999 maneggiavo le prime macchine a gas. Dopo poco arrivò il boom dei veicoli elettrici e fu amore a prima vista. Mi piace molto conoscere, scoprire e giocare con tutto quello che è alternativo.

 

Dopo 20 anni la tua passione per l’alternativo come si è trasformata?
Si è trasformata in aiutare gli altri a capire cosa sono le automobili «diverse». In questi ultimi 20 anni il numero di veicoli «diversi» non è aumentata tanto ma nell’ultimo periodo per fortunta ci sono spiragli su molte novità, soprattutto nel settore dell’elettrico. Secondo la mia esperienza noto che le persone fanno ancora fatica a fare il salto da auto a combustione ad alternativo. C’è tanta paura del cambiamento. Secondo me bisogna conoscere, provare e davvero si può rimanere stupiti del risultato.

Fai anche il formatore. Chi sono i tuoi allievi?
Mi è sempre piaciuto «trasferire ad altri le mie conoscenze» e dal 1999 ho insegnato ad apprendisti e adulti. Oggi mi sono specializzato nella formazione diretta presso gli importatori (dai meccanici ai rivenditori). È bello sapere di aiutare chi ha voglia di essere pronto per il «nuovo« che noi continuiamo a chiamare alternativo, ma in realtà è già presente da un pò.

Slide Qual è l’ostacolo più grande che blocca per dire: «sì, passo all’elettrico»?
Quello che spaventa di più e l’autonomia del veicolo. Inizialmente blocca sentirsi dire che può percorrere 200, 300 o 400 km con un pieno. Credo sia una questione di mentalità. In fondo è sufficiente organizzarsi quando si pianificano dei viaggi un pò più lunghi del solito. Ricordo che più di 10 anni fa le prime Tesla partite dall’Olanda andavano in viaggio verso l’Italia, si fermavano da noi a fare il pieno e via. Basta un minimo di strategia pre partenza e il gioco è fatto. Purtroppo l’essere umano ogni tanto è un pò pigro e fatica a cambiare le abitudini. Sono ottimista, con un buon allenamento tutto è possibile.








Ci sono ancora un pò di resistenze ma chi salta a bordo di un’auto elettrica la vuole per sempre. Mi ricordo 30 anni fa quando la gente, dal cambio manuale provava il cambio automatico e da lì si innamoravano a prima vista e non tornavano più indietro. Chi prova a guidare una macchina elettrica si accorge istantaneamente della semplicità e della capacità che é racchiusa in una vettura di questo tipo e raramente torna sui suoi passi.
Sei rivenditore di automobili elettriche, che riscontri hai dalla clientela ticinese?

Alle nostre latitudini siamo pronti per circolare in maniera più ecosostenibile?
Secondo me siamo più che pronti, anzi il Ticino é un pioniere in questo ambito. Purtroppo non é ancora entrata nell’abitudine comune muoversi in maniera green anche perché all’inizio i veicoli erano limitati (penso all’autonomia), oggi sono molto performanti ed hanno una buona autonomia; la si può comparare ad un motore termico.

 

Sei cliente emotì, cosa pensi del servizio offerto?
emotì ci da un prezioso aiuto. Ci voleva una rete di rifornimento elettrico di questo tipo. Ci permette di essere più integrati rispetto al passato e soprattutto rispetto al resto della Svizzera. Pensando ai costi, é sempre meno caro rispetto la benzina o il diesel e ci permette di avere delle agevolazioni, non solo a livello di corrente elettrica ma anche a di posteggi, etc.

 

Come convinceresti una persona a comprare un’automobile elettrica?
Spesso uso una tecnica sola: la faccio salire in macchina e andiamo a farci un giro…e questo di solito basta: semplice, intuitiva, silenziosa, posso ricaricarla frenando, consumo meno gomme e freni ed ho il piacere di guidare sapendo di avere un impatto pari a zero sull’ambiente. Per uscire dal conosciuto é bene andare nello sconosciuto e vivere sorprese inaspettate.

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